Small Data: i dati che realmente ti servono
La marcia in più per le attività

Small Data: i dati che realmente ti servono

Non puoi processare grandi moli di dati, ma quelle piccole sì.

Pubblicato il in Data Driven Marketing
labelTags:Aziende
av_timer4 minuti di lettura

Vuoi applicare il metodo Data Driven nella tua attività?

Noi di Wybe siamo determinati a far crescere le micro-imprese italiane. La nostra unica domanda è: tu sei altrettanto determinato?

Richiedi l'analisi gratuita

Big data è stato sicuramente il concetto più in voga negli ultimi anni: la chiave di volta delle strategie delle grandi aziende (leggi Google, Amazon, Facebook ecc…) e da molti inteso come L’UNICO modo per evolvere il proprio business.
Ma chi può davvero lavorare con i big data? Se stai leggendo questo articolo nel 99,99% dei casi non sei certo tu. E neppure io.
I big data possono essere gestiti dalle grandi aziende: multinazionali multimiliardarie multitasking.
E allora, per noi poveri disgraziati i dati sono inutili? Non precipitiamo le cose. Perché se i big data sono per i big del mercato, in nostro soccorso arrivano gli small data: piccoli indizi che svelano grandi possibilità! Iniziamo un ciclo di 4 articoli alla scoperta della vera chiave di volta per le piccole attività.

Small Data: piccoli indizi che svelano grandi trend

Diamo a Cesare quel che è di Cesare: se la frase ad effetto sugli small data ti ha convinto ad andare avanti nella lettura di questo articolo è perché non è una mia trovata, ma ho semplicemente parafrasato il titolo del libro di uno dei maggiori esperti dell’argomento: Martin Lindstrom.
Come racconta lui stesso in un podcast, questo simpatico danese che per lavoro gira il mondo, ha condiviso la quotidianità con più di 2.000 differenti persone in 77 paesi per poter raccogliere indizi di come vivono e, in questo modo, racimolare quelli che lui stesso chiama small data; cioè i piccoli indizi che fanno scoprire i grandi trend.
Per chi non avesse la pazienza di ascoltare i circa 20 minuti di intervista in inglese ecco un estremo sunto: i big data ci possono mostrare le correlazioni che stiamo cercando, ma per farlo abbiamo bisogno di un’ipotesi da cui partire per iniziare a fare data-mining (letteralmente “scavare i dati” cioè iniziare tutto il processo che abbiamo già spiegato qui). Gli small data ci danno esattamente questo: un’ipotesi per cui scavare.

Insomma, cosa sono gli small data?

Le definizioni di small data sono molte e tutte molto simili tra loro.
Molti esperti si sono adoperati per dare la propria interpretazione di un concetto che sarà fondamentale nei prossimi anni, ed il filo rosso che le collega tutte è semplice: i big data hanno a che fare con i computer, gli small data hanno a che fare con le persone.
Non è abbastanza chiaro? Vediamo meglio il concetto.
Gli small data sono dati piccoli abbastanza da essere compresi dall’uomo, perché ciò avvenga il loro formato ed il loro volume deve essere:

  • facilmente accessibile
  • diretto a fornire dati utili o funzionali
  • velocemente processabile

Probabilmente la definizione più famosa e più completa è quella che ci dà Allen Bonde:

«Gli small data connettono le persone con intuizioni significative e tempestive, derivate dai big data e/o da “fonti locali”. Molto spesso questi dati vengono organizzati e raffigurati in maniera visiva affinché siano accessibili, comprensibili e processabili per qualsiasi compito».

Ma anche il parere del già citato Martin Lindstrom non è sottovalutare.
Come afferma il nostro simpatico Sherlock Holmes danese, gli small data hanno il “potere” di mostrarci la motivazione che spinge i consumatori ad adottare determinati comportamenti e, secondo la sua illustre opinione, circa il 65% di tutte le migliori innovazioni degli ultimi cento anni si sono basate sugli small data.
Come abbiamo detto questi dati riguardano l’intelletto umano: se pensiamo che circa un quarto del nostro cervello è deputato all’elaborazione di input visivi non è difficile capire come il miglior modo perché un dato possa essere “digerito” dalle persone è renderlo il più piccolo possibile, senza che perda il suo significato, e raffigurarlo visivamente.

Small data: la vera rivoluzione

Small data: la vera rivoluzione per tutti

La grande aspettativa attorno ai big data non rispetta le attese perché la vera rivoluzione non sono i big data stessi, ma gli small data strettamente correlati.
Come già diceva il The Guardian nel 2013, la vera innovazione non è rappresentata da grandi organizzazioni che fanno girare software paralleli su decine di migliaia di server, ma riguarda più persone di quante ce ne siano mai state che sono in grado di collaborare effettivamente attorno ad un ecosistema distribuito di informazioni. Un ecosistema di small data.
Nella maggior parte dei casi per rispondere alle domande delle micro, piccole o medie imprese sono sufficienti dati che possono essere processati su un foglio Excel (come i costi delle bollette, l’importo delle tasse, gli orari di lavoro, e così via). Per rendere scalabile la maniera di rispondere a queste domande occorre utilizzare piccoli pacchetti integrabili di small data e non giganteschi monoliti di big data. Come recita un vecchio modo di dire: sai come si mangia un elefante intero? In piccole parti.
Ed in più persone, aggiungeremmo oggi!
Ora che abbiamo aperto gli occhi sul mondo dei dati non rimane altro che catalogarli e capire come usarli. Per dare una risposta a queste domande non perdere il prossimo articolo!

Se tu hai una mela ed io ho una mela e ce le scambiamo entrambi avremo ancora una sola mela. Ma se io ho un’idea e tu hai un’idea e ce le scambiamo allora entrambi avremo due idee!
Condividi la cultura digitale.


Vuoi applicare il metodo Data Driven nella tua attività?

Noi di Wybe siamo determinati a far crescere le imprese italiane. La nostra unica domanda è: tu sei altrettanto determinato?

Richiedi l'analisi gratuita

Vuoi applicare il metodo Data Driven nella tua attività?

Noi di Wybe siamo determinati a far crescere le micro-imprese italiane. La nostra unica domanda è: tu sei altrettanto determinato?

Richiedi l'analisi gratuita

Se ti è piaciuto questo articolo, clicca Mi Piace!

oppure seguici su Twitter!

Prima di andare via ti suggeriamo di dare un'occhiata a questi post che potrebbero interessarti:

Small Data spiegati da Kirk Borne

Small Data vs Big Data

Conoscerli per capirli ed imparare ad usarli: a lezione da uno scienziato della NASA.

Pubblicato il in Data Driven Marketing
Come farlo fare anche a tua nonna

Raccogliere i dati per la mia attività

Come evitare gli errori più comuni di raccolta? Leggi la nostra guida.

Pubblicato il in Data Driven Marketing
La spiegazione degli esperti di marketing

I vantaggi del Modello Data Driven per la tua attività

Quali sono i benefici reali del Data Driven per la tua impresa

Pubblicato il in Data Driven Marketing